11.06.08

giornata buuu

Pubblicato su "meditazioni malate" a 23:29 di aylus

Fuori piove. La pioggia fa rumore, la sento oltre la mia finestra insieme alle macchine con automobilisti inferociti per il traffico e la confusione. Oggi è stata una giornata un po’ morta, sono molto pigra e vado al rallentatore. Il cervello è fermo e sono intontita. I pensieri si accavallano e io continuo a osservare un punto fisso come se volessi mangiarmelo. Il mio stomaco ha cominciato a sussurrarmi paroline malefiche per intimorirmi e allora ho capito che, forse ma proprio forse, sono un pochino nervosa oggi. In genere riesco a reagire ai momenti no; mi basta una battuta, qualcosa che mi faccia sorridere e metto per un po’ da parte la malinconia; non elimino i problemi, ma almeno così riesco ad evitarli. Invece oggi no. Forse perchè anche la persona che riesce a farmi sorridere pure nelle catastrofi è del mio stesso umore. E se è di malumore anche lui è la fine. Non ci ripiglia più nessuno dal nostro baratro.

Non avrei mai immaginato di trovarmi in questa situazione. E’ una situazione che ho sempre considerato impossibile da sostenere e pensavo che a me non sarebbe mai capitato perchè io l’avrei rifiutata. E invece mi è cascata addosso come un macigno da un momento all’altro e non ho avuto la forza (o la debolezza) di rifiutarla. E non voglio dire basta anche se fa tanto, ma tanto male. Si chiama “storia a distanza” e ancora non riesco a credere che possa riferirsi alla mia di storia.

Intorno a me vedo un sacco di gente che stimo moltissimo e che ha il coraggio (e sicuramente anche la possibilità) di prendere il destino nelle proprie mani e modellarlo a proprio piacimento come se fosse argilla. Vedo gente che plasma la propria vita a suon di “belle esperienze”, che con uno zaino in spalla, prende e parte per un viaggio in luoghi per me remoti, luoghi bellissimi, Svezia, Tunisia, Germania, Olanda e mi racconta di cibi nuovi, di temperature estreme, di esperienze che fanno crescere, ma anche di decisioni utili per il proprio futuro, di gente che se ne va a vivere fuori, Bologna, Torino, Milano, Pordenone…e io mi sento in una gabbia. Ognuno prende le proprie decisioni liberamente e cerca di dare una svolta positiva alla propria vita. E io quando potrò fare una scelta così? Pensare al mio di futuro e scegliere quello che è meglio per me? a 20 anni vedo gente che riesce a prendere decisioni importanti, riesce a cavarsela in situazioni per me inimmaginabili e io mi vedo come se fossi un nanetto (e non perchè sono bassa uffa) con un gran punto interrogativo in testa e l’indice puntato sul mento mentre tutti gli altri intorno a me sono dei giganti saggi e in gamba e rispetto a loro mi sento una bambina che deve ancora crescere e maturare e che sa solo una minima parte di quello che dovrebbe sapere.

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